page éditée le 19/11/02
dernière mise à jour : le 13/08/03

> principales structures francophones

cineastes.net déménage : retrouvez cette page sur http://www.exprmntl.net
accueil---contact---recherche---structures---cinéastes---films---textes---entretiens---festivals---pratique---agenda---annuaire ---liens---go


cineastes.net

Manifesto /versione italiana
/ Manifeste (version française)
/
Manifesto (english version)

/ Manifesto (versión española)

Intro

Paragrafi
Signatari
Contact

> firmando il nostro manifesto


Manifesto in word (.rtf)
:
Français - Italiano - English - Español - Deutsch






Expérimental ? C'est pas mon "genre" !
versione italiana



Da qualche anno a questa parte il cinema cosiddetto sperimentale o differente gode di una visibilità istituzionale sempre più importante. I pochi festival, cineteche, musei che l'hanno sostenuto fino ad ora sono adesso affiancati da numerose entità di programmazione che prima sembravano ignorarlo. Film prodotti con pochi soldi, creati in completa autonomia rispetto ai circuiti di produzione convenzionali, sono presentati nei più prestigiosi festival internazionali, Berlino, Locarno, Venezia... Il cinema sperimentale è insegnato in sempre più numerose università e gli studenti hanno ormai la possibilità di scoprire film un tempo invisibili, censurati o denigrati. Il lavoro di coloro che da trent'anni sono impegati nella diffusione e promozione di questo cinema sta dando i frutti sperati. Quando si chiede ad un cineasta : "Che tipo di film fai ?", "sperimentale" segue statisticamente "fiction" e "documentario". Le schede d'iscrizione nei festival internazionali prevedono il termine "sperimentale" nella rubrica Genere. E recentemente il Centro Nazionale della Cinematografia (CNC) ha aggiunto il termine alla triade "fiction, documentario, animazione" nel suo dossier per il finaziamento selettivo (soutien sélectif) ai cortometraggi.


Coscienti di questa evoluzione, rifiutiamo che il cinema sperimentale sia considerato semplicemente come un "genere" in più all'interno del cinema industriale. Le questioni formali non devono oscurare il fatto che si tratta qui di una maniera globale di pensare il cinema, con i propri sistemi di produzione, distribuzione e diffusione. Sarebbe sbagliato ridurre il cinema sperimentale ad un'estetica particolare, ad immagini più impressionanti o meno spettacolari. Il cinema sperimentale è una pratica ed un economia, una presa di posizione. Fin dagli anni sessanta, si è sviluppato, grazie alle cooperative di distribuzione, un vero e proprio circuito alternativo di diffusione (alternativo in senso proprio): i film sono proiettati per lo più in centri sociali e occupati, in locali artistici autogestiti, sale cinematigrafiche improvvisate, all'aria aperta o nelle cantine. A volte, in occasione di programmazioni tematiche o di cilcli specifici, la collaborazione con sale di cinema d'Art et Essai, musei, gallerie, festival, ha avuto luogo, dimostrando così che questo cinema non è condannato a rimanere eternalmente confidenziale.


Nei fatti, l'infatuazione recente per il cinema sperimentale corrisponde ad una produzione notevolmente accresciutasi negli anni novanta ed una diffusione che ha seguito il movimento, allargando rapidamente il pubblico interessato. Nonostante ciò, nessun vero riconoscimento istituzionale di questo cinema ha avuto luogo. Continuamente sballottati dalle arti plastiche al cinema, dal cinema alle arti plastiche, i cineasti hanno continuato a produrre in margine, ad organizzarsi in un circuito incredibilmente dinamico e fragile al tempo stesso. Oggi, quando la massima istituzione che contribuisce alla diffusione dei film ne prende le difese, sarebbe paradossale che le officine il cui compito è d'aiutare la produzione continuino a negarne l'esistenza. Un certo riconoscimento è inevitabile, e necessario. Il vecchio principio dell'underground : minare il terreno delle gallerie sotterranee fino a che il suolo sopra di noi sprofondi non sussiste più - siamo già all'aria aperta.
Per inevitabile e necessaria che sia, questa riconoscenza non può avere luogo senza criteri precisi. Deve appoggiarsi sulle strutture esistenti e rispettare il circuito di diffusione che è stato messo in pratica. Questo circuito non deve essere brutalmente istituzionalizzato, ma aiutato nel rispetto della sua ecologia.


Il peggio sarebbe d'imbalsamare il cinema sperimentale nel patrimonio culturale e in questo senso la semplice "generificazione" corrisponderebbe piuttosto ad una mummificazione a credito. A partire dal momento in cui il cinema sperimentale esce dal suo splendido isolamento, bisogna che possa mantenere la sua autonomia, che possa far sentire la sua voce, inventare nuove forme e nuovi modi per raggiungere il pubblico e che la sua posizione critica possa restare in sintonia con il mondo di cui fa parte. Non si tratta di uno spazio autistico e si può credere ad un recente dialogo con le nuove pratiche audiovisive : creazione video, terzo settore dell'audiovisivo (antenne libere), etc.


E' con questo spirito, in mancanza d'interlocutori nell'istituzione capaci di guardare con sufficente acume il campo di creazione di cui siamo gli attori, proponiamo pubblicamente le buone idee seguenti
(fare riferimento alla versione francese per l'analisi dettagliata di ogni punto/paragrafo) :








PRODUZIONE


1. Il riconoscimento dello statuto di produttore associativo.

2. Il sostegno agli ateliers collettivi di produzione.

3. L'accesso ad un aiuto individuale su di uno specifico progetto.

4. Delle commissioni competenti in questo specifico campo.

5. Fare del G.R.E.C. (Centro di ricerca ed essai cinematografici) un vero polo di sperimentazione.





POST-PRODUZIONE

6. Sviluppare gli aiuti alla post-produzione per i film allo stadio della copia-lavoro.





DISTRIBUZIONE

7. Rinforzare il sostegno al organismo centrale del circuito : le associazioni che si occupano della distribuzione.




PROMOZIONE

8. Assicurare la promozione del cinema sperimentale fatto in Francia.





DIFFUSIONE


9. Sensibilizzare i responsabili della DRAC (Direzione Regionale della Cultura) all'esistenza ed alle specificità del cinema sperimentale.

10. Moltiplicare le autorizzazioni per le proiezioni non-commerciali per le sale classificate come "Art et Essai" e "Ricerca".





POST-SCRIPTUM


11. Per una politica di creazione contro il sostegno all'industria.

Province – Paris – Pantin, le 16 novembre 2002

Ad libitum

Atelier de production, restauration Cras

A.F.E.A.

Diffusion, édition Avignon
Art toung ! / Le 102
Diffusion Grenoble
A.S.T.A.R.T.I. jadis mentionné ici comme auteur de ce texte, à demandé à être retiré de cette liste (décembre 2003)
 
Atelier MTK
Atelier de production Grenoble
Braquage
Diffusion Paris
Chercheurs d'Ombres / Ethnicolor
Diffusion Bordeaux

Cinédif / Festival des cinémas différents de Paris

Diffusion, festival Paris
Cinémas 93
Difusion Seine-St-Denis
Collectif Jeune Cinéma
Distribution Paris
Côté Court
Festival Pantin
EDA
Production, édition Paris
Élu par cette crapule
Diffusion Le Havre
Etna
Atelier de production Paris

Exploding

Revue Paris
Icare
Distribution Paris
L'Abominable
Atelier de production Asnières / S.
Les Inattendus
Diffusion, festival Lyon
Les Productions Aléatoires
Production Paris
Light Cone
Distribution Paris
Mire
Atelier de production, diffusion Nantes
Paris-Expérimental
Édition, diffusion Paris
Re:voir
Édition vidéo, diffusion Paris
Sans Canal Fixe
Production associative, diffusion Tours

SuperOttoMonAmour

Atelier de production, diffusion Torino
XHX
Diffusion Marseille
Work in Progress
Diffusion Tours
www.cineastes.net
Site internet  

Zebra Lab

Atelier de production Genève





CINEASTI ! PROGRAMMATORI! SPETTATORI !
STRUTTURE DI PRODUZIONE, DI PROMOZIONE, DI DISTRIBUZIONE, DI DIFFUSIONE DEL CINEMA SPERIMENTALE, DEL TERZO SETTORE AUDIOVISIVO E PIU' !
VOI TUTTI CHE DESIDERATE SOSTENERE LA NOSTRA INIZIATIVA FIRMANDO IL NOSTRO MANIFESTO, POTETE FARLO INVIANDO UN MAIL
O PER MEZZO POSTALE A : MANIFESTE –
17 rue Paul Bellamy, 44000 Nantes, FRANCE

LA LISTA COMPLETA DEI SIGNATARI E' CONSULTABILE SU : http://www.cineastes.net/manifeste-sign.html




— Traduzione : Stefano Canapa.
 



haut de page
Contact

MANIFESTE
17 rue Paul Bellamy
44000 Nantes
FRANCE

contact